About

Ciao. Il mio nome è Andrea Guidetti e sono nato a Cento in provincia di Ferrara il 3 ottobre del 1983.

Mi sono appassionato alla fotografia nel 2014 durante un anno in giro per mezzo mondo insieme alla mia compagna Francesca.
Prima di quel momento non ho praticamente mai preso in considerazione la fotografia, nonostante in famiglia mio padre facesse foto bellissime. Soprattutto ritratti.
Francesca, che aveva seguito corsi di fotografia, un bel giorno mi disse: "ma perché non fai qualche foto anche tu? Ti va di provare?" Da lì è nata quella che forse è la mia più grande passione.
Altra passione è il cinema, ma ve ne parlerò dopo.
Ah beh e il viaggiare. Grande passione anche quella.
Quell'anno dal settembre del 2014 al settembre del 2015 fu incredibile.
Arrivai a Sydney in Australia dove lavorai come baby-sitter, poi come facchino per un'azienda di traslochi, come commesso al supermercato e feci per una giornata l'uomo-cartello pubblicità per un negozio di costumi di carnevale.
Dimenticavo iniziai come cameriere in un ristorante del centro, poi la barriera linguistica e una rissa in cucina tra il cuoco peruviano e il proprietario australiano mi fecero venir voglia di provare altro.
Poi andai a zonzo per l'Australia attraversandola da sud a nord e poi verso est dormendo in tenda e coronando il mio sogno di vedere Uluru.
Poi Thailandia, Laos, Vietnam, Cambogia, Figi, Nuova Zelanda in camper con dei miei amici di Cento, Singapore, Kuala Lumpur, Cina. Un mese in giro in Cina partendo dallo Yunnan fino a Pechino salendo poi sulla Transmongolica fino in Mongolia e poi Russia. Transiberiana fino a Mosca. Le ultime tappe sono state San Pietroburgo, Helsinki e Tallinn dove mi sono trovato a piangere in un bar il giorno prima del rientro a casa.
Tutto fantastico. Al di là del bene e del male.
Ma torniamo alla fotografia.
Creo le mie immagini di getto, senza pensarci troppo, lasciando che l'istinto prenda il sopravvento.
Non seguo una regola fissa, quando vedo qualcosa di interessante cerco di capire velocemente come rappresentarla.
Quindi la vedo, la valuto e scatto.
Altre volte invece scatto immediatamente, cerco di sfruttare al meglio la situazione in cui mi trovo in quel momento.


Da sempre appassionato al bianco e nero, scatto prevalentemente in bianco e nero.
Lo trovo incompleto, riflessivo e interpretativo.
Un'immagine incompleta mi porta a farmi delle domande, pensare.
L'idea che una foto non sia finita, chiusa e impacchettata mi incuriosisce.
Mi piace pensare che uno scatto possa essere interpretato in maniera differente a seconda di chi lo osserva, vorrei che lo spettatore si trovasse in un qualche modo agganciato alla foto.

Sono molto influenzato dal cinema. Ho guardato e continuo a guardare tutt'ora film di ogni genere.
Che bello guardare i film. Dalla nascita del cinema fino ai giorni nostri. Ricordo quando mi alzavo di notte per registrare i film in vhs e aspettavo che iniziassero per non avere la pubblicità in cassetta. E poi ritagliavo la trama da quei giornali tv che si compravano una volta.
Tuttora la mia serata film una volta a settimana non me la toglie nessuno.
Mi sono sempre immedesimato nei personaggi vivendo la storia in prima persona e vorrei che questo accadesse anche a chi guarda i miei scatti.
Attraverso le mie fotografie cerco di cogliere attimi che portino lo spettatore, seppure per poco tempo, in un altro mondo.

Per me la fotografia è l'arte dell'osservazione.
Si tratta di trovare qualcosa di interessante in un luogo ordinario. Ho scoperto che ha poco a che fare con le cose che vedi, ma ha tutto a che fare con il modo in cui le vedi.

I fotografi a cui mi ispiro sono tanti, troppi. Dico troppi perché certe volte si rischia di perdere il focus su se stessi e si finisce per voler imitare gli altri. Che ci sta eh, però in fin dei conti è importante quello che ognuno di noi sente dentro. 
Cerco comunque di raccogliere e imparare da tutti, anche da chi è lontano dal mio genere e trovo splendido essere contaminati da tante idee differenti.

Se proprio devo fare qualche nome posso elencare i seguenti fotografi in quanto, oltre ad essere fonte di ispirazione, hanno avuto e hanno tuttora un legame particolare.

Sebastião Salgado, colui che mi ha fatto appassionare alla fotografia. Foto poetiche di impatto emotivo importante e progetti spettacolari.
Josef Koudelka, fotoreporter anarchico. Libero. Gitano. Indomabile. Come piacerebbe a me.
Daidō Moriyama, fotografo giapponese dallo stile sgranato e frammentario. Un randagio della città che fotografa d'istinto. Foto imperfette, sfocate e a tratti malinconiche. Grandissimo. Mi ci rivedo. Poi da lì a dire che sia come lui direi proprio di no, però è un riferimento per il mio approccio fotografico.
Poi, Elliott Erwitt, Antoine d'Agata, Man Ray, Garry Winogrand, Peter Lindbergh, Herb Ritts, Irving Penn, Joel Meyerowitz, Luigi Ghirri, Nobuyoshi Araki, Robert Doisneau. E tanti tanti altri.

Ho iniziato con una Canon 1100D, ma da anni e anni scatto utilizzando una compatta digitale Ricoh GR. Prima avevo la II ora la III. Obiettivo fisso focale 18.3 mm (28 mm equivalente full frame).
Preferisco girare leggero, muovermi liberamente e soprattutto avere la possibilità di portarmi la fotocamera ovunque.
Ogni tanto utilizzo le fotocamere usa e getta a pellicola. Sono divertenti, rilassanti.

La fotocamera compatta mi dà la possibilità di scattare senza essere notato troppo. Non mi piace l'idea di una fotografia in stile paparazzo, ma preferisco essere discreto e cercare di essere all'interno della scena mantenendo comunque un punto di vista da osservatore. Con questo genere di fotocamera è necessario avvicinarsi molto avendo però la possibilità di non essere invadenti.

Vivo e lavoro a Cento. Certe volte vorrei avere la forza di cambiare, tornare a girare senza meta, sentire di nuovo il mondo. Ma questa è un'altra storia.